L’abbazia di Nonantola riapre dopo il sisma

L’abbazia di Nonantola è tornata visitabile: il sisma del 2012 l’aveva colpita duramente ed era stata chiusa al pubblico, ma un restauro attento e mirato l’ha riconsegnata a turisti e visitatori.

L’Abbazia sorge poco fuori Modena, a soli 10 Km dalla città ed è meta di pellegrinaggi e percorsi turistici.

Costruita nell’anno 752 quando Astolfo, re dei Longobardi, donò ad Anselmo, monaco benedettino, un largo terreno alla destra del Panaro perchè fosse costruito un monastero.

Il terreno dove sorge l’abazia di Nonantola si trovava in un posto strategico, sulla via che i pellegrini percorrevano per arrivare a Roma, la via Romea Nonantolana.

Ai Longobardi seguirono i Franchi di Carlo Magno che voleva riunire l’Europa nel Sacro Romano Impero.

Le abbazie nel Medievo, e quella di Nonatola non fa eccezione, erano un luogo di diffusione del sapere, di un nuovo  linguaggio comune e di fermento culturale.

Nell’archivio dell’abazia di Nonantola si possono trovare ben 4500 pergamene e lettere firmate da personaggi storici del calibro di Matilde di Canossa, Federico Barbarossa e Papa Giulio II.

L’ambiente più suggestivo è sicuramente la cripta dell’abbazia di Nonantola: nell’ambiente, tra i più vasti in Italia, si possono contare ben 64 colonne e 22 semicolonne con capitelli di epoca Longobarda.

L’interno della chiesa è sicuramente spoglio e privo di affreschi come tutte le chiese romaniche ma il mattone a vista e la luce rendono l’interno davvero suggestivo e affascinante.

La visita è gratuita ma bisogna, ovviamente rispettare gli orari delle Sante Messe.

Architetto, travelblogger insegnante di storia dell'arte e instancabile viaggiatrice

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