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Intervista a Luca, anima creativa di Nytliv

La prima intervista di questa nuova rubrica non poteva essere dedicato a nessun altro. Luca è una persona splendida e il suo progetto è uno dei più interessanti di Instagram e dell’interior: Nytliv è un magazine dedicato al “fare casa” e alle storie di chi ci abita.

Nytliv magazine

1) Ciao Luca, raccontaci chi sei e che progetto stai portando avanti? Presentati ai lettori e a chi non ti conosce ancora.

È difficile raccontarsi in breve. Per di più, farlo a fine d’anno è un po’ come tirare le somme di dodici mesi di scommesse e propositi. Ma l’occasione è buona – anche per me – per riassumere la storia di questo mio piccolo progetto e gettare le basi per le sue future evoluzioni.

Ho 34 anni e vivo a Roma. Ho un passato da editor e una grande passione per le case. Dico “case” e non “interior” a ragion veduta: avrei voluto studiare architettura, ma ai tempi dell’università il mio più grande desiderio era scrivere. Perciò ho una formazione umanistica e per tanti anni ho lavorato con i libri, quelli degli altri. Le case, quelle in cui ho vissuto e quelle che ho arredato (per me e per gli altri), sono il mio altro grande amore. Amo ascoltare la storia di chi le abita e raccontarla, anche. Così intesa – a mio giudizio – una casa diviene molto più di un bel progetto di restyle: diventa viva. Perciò qualche tempo fa ho pensato di unire queste mie passioni creando Nytliv: un magazine dedicato alla casa, alle case e a chi le ama che pubblico mensilmente solo su Instragram e sul mio blog (nytlivinterior.com). In ogni numero ci sono interviste, home tour, rubriche di decor, shopping list, moodboard e tanta vita vissuta. È la cosa più sensata che abbia mai fatto! Ha completamente rivoluzionato la mia quotidianità, dandomi la possibilità di entrare a contatto con tantissime persone che come me amano l’interior. Volevo scrivere e arredare, fin da piccolo. E con Nytliv riesco finalmente a fare entrambe le cose.

Nytliv2) Qual è il tuo “orizzonte creativo”? Cosa fai e dove vai per uscire dalla normalità e dalla routine?

Credo che Nytliv abbia completamente sconvolto il mio concetto di routine. Un tempo, prima di dare inizio a questo progetto, le mie giornate erano scandite da meeting, raccolta dati e fogli Excel. Ho lavorato per cinque anni in una multinazionale come manager, per poi capire che non era quello il mio percorso. Ricordo che uscivo da casa molto presto al mattino per rientrare all’ora di cena. I weekend erano un sospirato momento di relax, alla fine di lunghe corse a perdifiato per raggiungere l’ufficio. Poi è arrivato un momento di definitiva rottura: a febbraio io e il mio compagno abbiamo visitato una remota isola greca, in pieno inverno. Ikaria, l’isola dei centenari, dove la vita scorre lenta ma non oziosa e le persone hanno mantenuto intatto il legame con la natura e le tradizioni. Al rientro da quel viaggio ero un’altra persona. Per di più, tornare in Italia è stata una vera avventura. C’erano temporali e tempeste ogni giorno e i voli venivano puntualmente cancellati. Siamo rimasti bloccati sull’isola per quattro giorni, senza collegamenti né via cielo né via mare. Ed è stato là, osservando gli isolani che accoglievano ogni avversità con paciosa rassegnazione (“Che possiamo farci? È il tempo!”), che ho capito che si può vivere in un altro modo, lontano dalla routine e dalla corsa sfrenata alla quale siamo abituati. Tornati finalmente a Roma, ho dato le dimissioni e un mese dopo è nato il magazine.

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3) Qual è il tuo “indirizzo possibile”? Raccontaci di un sogno che si sta realizzando o che pensi di poter realizzare.

Il sogno lo sto costruendo, di giorno in giorno, mattoncino su mattoncino. Con Nytliv ho capito che, oltre a sognare, è importante darsi da fare. Se hai qualcosa che davvero desideri realizzare, non c’è ragione per non farlo. C’è solo da rimboccarsi le maniche e impegnarsi al massimo. Perciò farò del mio meglio per rendere questo il mio lavoro: arredare e scrivere. Tutto sta nel superare il grande scoglio del “non so se ne sarò capace”. È un timore comune: tutti vorremmo fare, ma ci blocca la paura, il timore di non essere all’altezza. Ebbene, dovremmo imparare a dare più fiducia a noi stessi, a credere nelle nostre potenzialità. Se fossi rimasto ancorato al mio vecchio lavoro, alla sicurezza (emotiva, anzitutto) della busta paga, non avrei mai scritto un rigo e Nytliv sarebbe rimasto, per l’appunto, un sogno. E un sogno soltanto.

4) E per viaggiare cosa preferisci? Che tipo di viaggiatore sei?

Sono un viaggiatore sconclusionato. Prima di partire, faccio tante liste di luoghi da visitare e musei da vedere. Poi, una volta arrivato a destinazione, mi perdo in lunghissime passeggiate senza meta. In più, non so comprare da me un biglietto aereo. Per fortuna Giampaolo, il mio compagno, è più spudorato con i siti delle compagnie… è sempre là che controlla i prezzi e acquista anche senza avvertirmi. “Tra due settimane si parte”, perciò non resta che preparare la valigia!

Nytliv
La copertina del numero di Natale
Nytliv magazine

5) Racconta un viaggio “sotto casa”, di quelli semplici ma che ti ha emozionato, ti è rimasto nel cuore.

Ti racconto il viaggio che faccio tutti i giorni nel mio quartiere. Abbiamo la fortuna di aver trovato casa in uno dei quartieri storici di Roma, il Pigneto. Un insieme di palazzine di inizio Novecento e la vita qui è rimasta fondamentalmente quella di un piccolo borgo. Al mattino c’è un bel mercato rionale con i prodotti degli agricoltori delle campagne laziali. I bar portano i tavoli in strada e si fa colazione al sole, anche di inverno. Ci si conosce più o meno tutti e passeggiare per queste strade significa fermarsi ad ogni crocevia per un saluto. È un bel compromesso fra la città e il paese. Anche se l’intenzione è quella di trasferirsi a breve in provincia: Roma è una città caotica e dispersiva, tenere alto il livello di concentrazione in una metropoli come questa è assai arduo. Per non parlare di slow living… qui di slow c’è davvero ben poco.

6) Raccontaci qual è la tua #poesiadeltempolento. Quando prendi del tempo per te? Cosa fai? Dove vai?

Amo la casa, quindi il mio momento tutto per me si svolge qui. Ogni sera, quando i cani sono al parco e c’è silenzio, mi prendo un po’ di tempo per me stesso. Ascolto musica, accendo le candele, leggo o scrivo. Oppure cucino: mi piace farlo quando sono solo. Aiuta i pensieri e tiene allenata la fantasia.

Nytliv magazine7) Come vedi Nytliv tra 5 anni? e tra 10?

Che domandona! È difficile dirlo, ma spero che Nytliv sia più in forze che mai fra 5 o 10 anni. Il punto sta nel definire dove sarò io, fra 5 o 10 anni. Di sicuro non a Roma, non con un badge al collo o in corsa per raggiungere un ufficio, ma a casa, davanti al pc o al telefono per portare avanti il mio progetto. Sogno di lavorare in una rivista e di muovermi soltanto per consulenze di arredo e per i viaggi. È così che vedo me stesso fra 5 o 10 anni: fianco a fianco con chi richiede il mio aiuto per un progetto di casa. E per far sì che “il sogno si avveri” c’è da lavorare sin da ora, gettare le basi e assicurarsi la giusta dose di coraggio.

8) Hai parlato spesso di cambiamento nei tuoi post, nelle stories e nella diretta e ne stai vivendo uno molto importante. Raccontaci, cos’è per te il cambiamento?

È la base di tutto. Ma prima ancora c’è la crisi. In greco antico κρίσις significa “separazione” e indica proprio quel momento di rottura dalla quale nasce la “scelta”, quindi il “cambiamento”. Ne è il motore stesso. Senza i nostri momenti di crisi non saremmo spronati a cambiare direzione e a far meglio. Perciò va vissuta intensamente anzitutto la crisi, analizzando la situazione attuale e le possibili vie di fuga. È quando si cerca di uscire da una stanza chiusa e opprimente che finalmente si trova la porta.

9) Come scegli le case, le storie e gli articoli per il tuo giornale? Da cosa ti lasci ispirare?

Sarà irrazionale, ma nella maggior parte dei casi sono loro a scegliere me. Nytliv oltre che un magazine è una community di persone che condividono uno stesso sentire: una vita qualitativamente degna di essere vissuta, a volte con coraggio. Perciò sono i lettori stessi che ci propongono i loro progetti e le loro case. C’è tanta voglia di raccontare e di essere ascoltati e Nytliv risponde a questa esigenza. È un buon orecchio. E le proposte che arrivano sono sempre in linea con le nostre scelte, editoriali e di gusto. Sono case di persone che ci somigliano e che credono nei nostri stessi valori: casa e bottega il più delle volte, luogo della famiglia nel quale non manca mai una piccola postazione di lavoro domestico o un laboratorio. E queste sono le storie che più ci affascinano: quelle di chi crea con le proprie mani e crede nel proprio progetto

10) Ultimi consigli: 5 elementi indispensabili che non possono mai mancare nella tua casa perfetta.

Gli elementi naturali, anzitutto: non soltanto piante, ma rami, foglie e pigne prese nel bosco e portate in casa per profumare le stanze di resina ed essenze. Il legno è un materiale che amo molto e mi piace averlo attorno a me in tutte le sue forme, soprattutto se lasciato grezzo.

Le candele e tanti piccoli punti luce in ogni angolo. Amo in particolar modo le luci accese poggiate sul davanzale della finestra: nei paesi del Nord Europa queste sono di tradizione e hanno il compito di illuminare nella notte il percorso di chi è fuori e cerca di farsi strada al buio.

Poi le tazze: devono essere tante e tutte diverse, meglio ancora se hanno una storia e provengono dai banchi del mercatino. Il nostro servizio da tè preferito, ad esempio, è composto da tante tazze spaiate, di quelle della nonna. Avranno di certo passato una vita intera chiuse dentro una cristalliera, per il timore che si sbeccassero. Saranno state, un tempo, regali di nozze ed è bello finalmente servirsene. Un piccolo lusso quotidiano.

I libri, in ogni dove. Nella casa in cui viviamo ora abbiamo una grande libreria, da terra a soffitto, organizzata per ordine cromatico. I più non comprendono la ragione di questa illogica sistemazione, ma vi assicuro che è un vero incanto, al mattino, guardare il sole colpire prima i rossi, poi i blu, poi i gialli. Ed è perfino divertente andare a caccia di quel libro che vorresti tanto rileggere: “Dove sarà finito? Fra i rossi o fra i bianchi? Di che colore era la copertina?”

Infine, gli amici. Le case sono scenografie vuote, finché non c’è qualcuno che le riempie.

Nytliv

Architetto, insegnante di storia dell'arte, vegetariana e viaggiatrice. Questo è il mio spazio per raccontarvi la mia visione del mondo.

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