Cosa vedere a Torino in 4 giorni

Torino è stata capitale d’Italia e si vede, si sente, si capisce subito appena si arriva e si assapora l’aria del capoluogo piemontese. E’ però una città piena di contraddizioni, le ampie piazze, i portici, la bellezza del patrimonio artistico rapiscono il cuore, ma appena fuori quello che fu il tracciato delle antiche mura è subito periferia e traffico. Il passato operaio e industriale di Torino è ancora molto presente.

Il mio itinerario di 4 giorni mi ha portato a scoprire praticamente tutta la città e i monumenti più belli e adesso ve lo racconto tappa per tappa.
Il mio viaggio è stato reso sicuramente più economico e vantaggioso dall’acquisto della Torino e Piemonte card che mi ha permesso di entrare praticamente gratis in quasi tutti i musei e i siti di interesse: per 3 giorni la card costa 46 euro ma a conti fatti ne vale la pena.

Visita alla Basilica di Superga di Torino

Primo giorno 

Arrivando in macchina ho avuto molta libertà di girare per Torino e ho deciso di vedere anche alcuni dei dintorni più famosi, prima tra tutti la Basilica di Superga che, purtroppo, è parzialmente chiusa per restauri.

Sono comunque visitabili gli appartamenti (che non ho visto per ragioni di tempo) e la cupola che è stata, invece, un’esperienza unica.
Dall’alto dei 75 metri di altezza (uniti ai 675 della collina) il panorama sulla città unico e meraviglioso e quando l’aria è tersa si vedono anche l’area del Lingotto e il Monviso. Nelle mie foto purtroppo la foschia non consente di andare oltre il panorama di Torino ma comunque la bellezza dell’orizzonte è da togliere il fiato.

La salita, tra scalini e veduta, dura circa mezz’ora; la rampa di scale è molto stretta ma altrettanto scenografica.

TORINO, ASSAPORARE LA CITTA’

Il secondo giorno l’ho dedicato per buona parte a girovagare per la città senza meta, perdendomi tra i palazzi, la bellezza di Piazza San Carlo e di Piazza Castello fino al Parco del Valentino e a Borgo Medievale.
Ogni angolo racconta la storia del nostro paese, la bellezza di una città che è stata capitale e i palazzi che si rincorrono lungo il centro storico e i portici di via Roma.

Vivere la città è un modo bellissimo di viaggiare e di scoprire un territorio e, ovviamente, non potevo perdermi l’assaggio del bicerin, tipica bevanda di Torino fatta da caffè, cioccolato e panna montata: una vera delizia.

MUSEO DEL CAFFE’ LAVAZZA

Dopo aver visto più volte il Lavazza Store di Milano e apprezzato i loro caffè non potevo non visitare il Museo del Caffè Lavazza di Torino cui ambivo da tempo.
La visita si compone di due parti: la prima ripercorre i passi della storia di Luigi Lavazza, dalla partenza della sua attività con un prestito di 50 lire all’ampliarsi della ditta, il trasferimento di sede, le campagne pubblicitarie con i più famosi fotografi e grafici fino alla pubblicità del caffè Lavazza alla Tv dei giorni nostri. Un viaggio emozionante sia da un punto di vista artistico che umano nella storia di uno dei marchi più famosi e più apprezzati di caffè.

La seconda parte è invece dedicata al mondo del caffè e viene mostrata ogni fase di raccolta, lavorazione e preparazione dal chicco fino alla tazzina con numeri e dati sulla produzione e sul consumo di caffè.
Non manca ovviamente la storia e l’evoluzione delle macchine per fare il caffè, dal primo semplicissimo bollitore fino alla più moderna A modo mio Lavazza.
Tutto il percorso è arricchito da contenuti multimediali che permetto di vedere video o sfogliare fotografie per arricchire i contenuti della mostra o, addirittura, comporre la propria miscela di caffè (anche se in modo virtuale).

Per finire il viaggio nell’universo meraviglioso del caffè non poteva mancare una degustazione di una miscela speciale e di una mousse al caffè davvero squisita ottenuta insufflando ozono all’interno di un espresso. Mai provato un caffè così buono che va bevuto, a mio parere, assolutamente senza zucchero! Solo da Lavazza si può!

MOLE ANTONELLIANA E MUSEO DEL CINEMA

Non tutti sanno che la Mole antonelliana, simbolo di Torino, fu pensata in realtà per essere una sinagoga ma il progetto dell’architetto Antonelli non piacque e si deside di costruire la nuova sinagoga nel quartiere di San Salvario (il quartiere tra la stazione Porta Nuova e il Parco del Valentino) e l’edificio venne poi venduto al Comune di Torino.
Antonelli continuò ad ampliare il suo progetto che dai 47 metri iniziali arrivò all’altezza di oggi, ossia 168 metri compresa la guglia.
Nel 1941 la studiosa del cinema Adriana Prolo decide di far partire il progetto di un museo del cinema iniziando a raccoglie materiale, manifesti e cimeli cinematografici.

Oggi il percorso di sviluppa in tre parti: le prime otto sale ci portano e ci raccontano la nascita del cinema e della fotografia dai primi vetri animati fino alle moderne macchine da presa; la seconda parte si sviluppa a spirale lungo la parte centrale della Mole e ospita la mostra Fumetto e Cinema -un rapporto speciale.La terza parte è invece la Galleria dei manifesti, una suggestiva e affascinante raccolta di tutte le più famose locandine da Via col vento a Cabiria, da Pulp Fiction a La vita è bella. 

La visita è spettacolare e occupa più di due ore di tempo.
Devo dire che l’esperienza è stata tra le più istruttive per chi come me ama molto la settima arte, ma manca quasi totalmente una sezione dedicata ai film contemporanei e recenti.

MUSEO DEL RISORGIMENTO DI TORINO

La storia d’Italia è strettamente legata a Torino e in modo particolare la storia recente, legata al risorgimento e alla storia recende del nostro paese.
E’ proprio a Torino che si può ammirare il museo del Risorgimento che a sede nello splendido Palazzo Carignano dove, nel 1860, venne proclamata l’unità d’Italia.

Il viaggo è particolarmente interessante e si sviluppa a partire dalla storia personale e pubblica della famiglia Savoia per poi allargarsi, col susseguirsi delle sale, a vari personaggi tra cui Mazzini e, ovviamente, Garibaldi dei quali possiamo ammirare oggetti personali, scritti e rappresentazioni oltre alle loro divise.
AL termine della visita si può vedere addirittura l’aula dove venne convocata l’ultima seduta prima della proclamazione dell’unità. Dentro la storia davvero.

LA REGGIA DI VENARIA REALE 

La Reggia di Venaria Reale si trova poco fuori Torino, a circa 10 km ed è raggiungibile in auto (come ho fatto io – parcheggio in loco gratuito) oppure con i mezzi pubblici ed in particolare con il pullmann chiamato Venaria Express.
La visita dura circa 4 ore tra giardini, reggia e mostre a latere ma davvero ne vale la pena.

I giardini si estendono per circa 2 km oltre la reggia e comprendono piscine con giochi d’acqua, giardini di essenze e di rose e una peschiera dove i regnanti amavano intrattenersi facendosi portare in gondola.
La vista della Reggia di Venaria dalla parte terminale dei giardini è spettacolare.

L’interno è ancora più bello e ricco se si pensa che fino a 50 anni fa la reggia era occupata da militari ed in totale stato di abbandono e solo da pochi anni, grazie a molti contributi europei e all’opera di architetti, storici dell’arte e restauratori, è stato possibile riavere il capolavoro di Venaria nella bellezza che noi vediamo oggi (la Reggia di Venaria è aperta al pubblico dal 2007).
Il percorso di visita si snoda tra le stanze del re e della regina, le sale da ballo e da concerto fino alla sontuosa Galleria Grande che ricorda molto quello della reggia di Versailles e magnifica il genio di Filippo Juvarra, architetto di corte.

PALAZZO REALE DI TORINO

Ho chiuso in bellezza la mia vacanza a Torino visitando Palazzo Reale, la residenza cittadina della famiglia Savoia.
Incomprensibilmente manca una visita guidata e quindi ci si addentra da soli tra le sontuose stanze arredate con mobili d’epoca e con alle pareti arazzi e dipinti fino all’armeria reale dove trovano posto le corazze e le armature, le pistole e le lance usate durante tutta la loro storia dalla famiglia Savoia.

E se questa parte della visita è davvero affascinante, il pezzo forte arriva appena dopo: la cappella della Sindone! E’ stata infatti riaperta al pubblico la cappella capolavoro di Guarino Guarini e che fino al tragico incendio del 1997 ospitava la sindone (che ora invece si trova in Duomo).
La cupola è impostata su una base quadrata su cui si innalza un tamburo a pianta poligonale con finestroni ad arco e lesene che lascia davvero senza fiato, il tutto perfettamente armonizzato dall’altare barocco di Antonio Bertola al centro.
Davvero un capolavoro che vale la pena di visitare!

TORINO, ULTIMI CONSIGLI

Raccomando a tutti di prenotare online il più visite possibili perchè le code (nei giorni di festa soprattutto) arrivavano anche a 3 – 4 ore di attesa.
E raccomando anche di acquistare la Torino e Piemonte card per avere l’ingresso gratuito a tutti i musei.

La spesa complessiva per un soggiorno come il mio è di circa 300 euro.

Per dormire vi consiglio ToSuit di cui vi ho parlato QUI e per mangiare leggete la mie recensione de Il Ballatoio, bistrot di ringhiera QUI.

Architetto, insegnante di storia dell'arte, vegetariana e viaggiatrice. Questo è il mio spazio per raccontarvi la mia visione del mondo.

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